Mattina.
Odore di sugo di carne per il pranzo.
Cocciante sul vinile rimbomba per casa.
Il marmo del salone tirato a lucido.
Mia madre.
L'NBA su Koper Capodistria.
Viesi.
Le pastarelle ( fuck the mignon).
Sera.
90° minuto.
Bagno.
Phon e pigiama pulito.
Toast.
E' Lunedi.
domenica 21 ottobre 2007
martedì 16 ottobre 2007
Nirvana
Vado, per natura di lemming cieco.
Sbatto e cammino, ricado e cammino.
Da sempre. Senza che neppure l’eco
d’una coscienza di me d’un filino
di dubbio mi provveda. Ma scintilla,
fulmineo nitido luciferino,
il mio sgomento di uomo, mentre stilla
dolore libero e liberatore.
E il cuore batte, s’ascolta e vacilla.
Sbatto e cammino, ricado e cammino.
Da sempre. Senza che neppure l’eco
d’una coscienza di me d’un filino
di dubbio mi provveda. Ma scintilla,
fulmineo nitido luciferino,
il mio sgomento di uomo, mentre stilla
dolore libero e liberatore.
E il cuore batte, s’ascolta e vacilla.
venerdì 12 ottobre 2007
L'età della ragione
Tempo, mi manca tempo.
Voglio fare tutto ma non ci riesco; cosa lasciare indietro?
Tutto scorre velocemente, mi sento come un viaggiatore su di un treno, che guarda al finestrino e le immagini dinanzi ai suoi occhi scorrono velocemente.
Poche le stazioni: le fermate sono brevi ma mi danno sollievo. Giornate assolate con l'aria ricca del profumo delle zagare. Le strade sono deserte e le facciate dei palazzi splendono, poche sono le ombre. Ma il fischio del treno richiama, bisogno risalire in carrozza, bisogna riprendere la pazza corsa, verso la successiva stazione.
Chi c'è nello scompartimento con me? Lei c'è, sì, mi siede accanto. Gli altri posti? Voi ci siete?
Rimarrete seduti per tutto il lungo viaggio? Non sì può sapere, c'è chi si agita al proprio posto, chi va a fumare una sigaretta fuori, chi preferisce stare sullo strapuntino ma si affaccia ogni secondo per parlare all'interno dello scompartimento.
Io stesso potrei cambiare vagone o addirittura treno alla prossima fermata e perdere, perdere tutto.
C'è una fine al viaggio? Qual'è il capolinea? Ci ritroveremo lì?
Scendiamo alla prossima e pensiamoci insieme.
Voglio fare tutto ma non ci riesco; cosa lasciare indietro?
Tutto scorre velocemente, mi sento come un viaggiatore su di un treno, che guarda al finestrino e le immagini dinanzi ai suoi occhi scorrono velocemente.
Poche le stazioni: le fermate sono brevi ma mi danno sollievo. Giornate assolate con l'aria ricca del profumo delle zagare. Le strade sono deserte e le facciate dei palazzi splendono, poche sono le ombre. Ma il fischio del treno richiama, bisogno risalire in carrozza, bisogna riprendere la pazza corsa, verso la successiva stazione.
Chi c'è nello scompartimento con me? Lei c'è, sì, mi siede accanto. Gli altri posti? Voi ci siete?
Rimarrete seduti per tutto il lungo viaggio? Non sì può sapere, c'è chi si agita al proprio posto, chi va a fumare una sigaretta fuori, chi preferisce stare sullo strapuntino ma si affaccia ogni secondo per parlare all'interno dello scompartimento.
Io stesso potrei cambiare vagone o addirittura treno alla prossima fermata e perdere, perdere tutto.
C'è una fine al viaggio? Qual'è il capolinea? Ci ritroveremo lì?
Scendiamo alla prossima e pensiamoci insieme.
giovedì 11 ottobre 2007
Back home
Mi sto accingendo a fare l'ennesimo rimborso spese. Hotel, vitto, taxi, aereo. Ho trovato nella mailbox 142 messaggi non letti di posta, di cui - ahimé - soltanto 12 erano spam. Vuol dire che questa mattinata la sto passando a rispondere ad un numero infinito di questioni, del tutto inutili per la stragrande maggioranza. Per fortuna ho altro che mi riempie la vita. UPICUPDS è molta parte di questo altro. Mentre ero impelagato in una di queste atroci riunioni fiume, rigidamente tenute in idiomi nemici (stavolta rumeno, nel dialetto della provincia di Dambovita), benedivo l'inventore della tecnologia wi-fi, che mi consentiva, dissimulando un'intensa attività di produzione di minute, almeno di vedere che cosa steste facendo. Ogni tanto persino di mandare una rapidissima mezza riga, quasi a dire che "bastardi, anche se voi state lì e potete stare insieme, sia pur virtualmente, ci sono anche io."
UPICUPDS mi piace per tante ragioni, non ultima perché non sempre, ma spesso, nel corso del nostro quotidiano risponderci, mettiamo in discussione l'uno dell'altro aspetti profondamente intimi del nostro essere, in una maniera che - almeno a me - difficilmente accade altrove. Spesso sono io quello dissezionato dai vostri bisturi e mi ricucio, a volte con rabbia, a volte con fatica. Sono poche le persone (mi può accadere con i miei genitori, con mia sorella e, in maniera più implicita, con G.) a cui consento di poter discutere il mio modo di essere con tanta libertà e soprattutto così esplicitamente come mi accade con UPICUPDS. Dico UPICUPDS e non ciascuno di voi (con cui pure ho legami fortissimi), perché parlare di fronte a tutti ci impone ancora di più la responsabilità dell'onestà delle nostre risposte. Talvolta ci fa fatica scoprirci insufficienti, incapaci, imperfetti e non si riesce a dirsi con franchezza una verità difficile. Mentire a se stessi è facile, mentire a sé e a un amico è già più difficile, mentire ai propri migliori amici tutti riuniti in consesso è cosa troppo sgradevole. Anche il solo pensiero lo è.
Allora il "godibile divertimento", come lo chiami tu, non è l'intermezzo tra due momenti di "confronto profondo". Semplicemente è il prodotto di questo. I nostri momenti più belli sono legati a cose assolutamente comuni, come un antipasto davanti a un dvd o quattro calci a un pallone sull'asfalto sotto la pioggia. A volte, ci basta un tavolo e quattro sedie (senza neanche il cibo, il vino o le carte) per avere momenti di vera felicità. Come quando si sta a casa propria e ci si gode se stessi. UPICUPDS è un pezzo di casa mia.
mercoledì 10 ottobre 2007
UPICUPDS
Mi domando, a volte, se quella bella giornata di sole in cui scattammo la foto in alto, o quella straordinaria giornata di pioggia in cui scattammo la foto al lato, siano stati solo momenti di godibile divertimento e di amabile nostalgia, o se non siano invece la testimonianza di un sentimento profondo, che possa accompagnarci per tutta la vita.
Mi domando, a volte, se c'è qualcosa di realmente incancellabile che ci unisce, e che possa essere più forte dei problemi quotidiani, più vero delle falsità della politica e più stabile degli umori nostri e dei nostri partner.
Mi domando, a volte, se riusciremo a riservarci, vicendevolmente, tutta l'attenzione la sensibilità che ci servono per sopravvivere, il conforto che ci serve per non cadere, il calore che ci serve per stare bene.
Insomma mi chiedo se UPICUPDS esiste ancora o è solo un ricordo.
Mi domando, a volte, se c'è qualcosa di realmente incancellabile che ci unisce, e che possa essere più forte dei problemi quotidiani, più vero delle falsità della politica e più stabile degli umori nostri e dei nostri partner.
Mi domando, a volte, se riusciremo a riservarci, vicendevolmente, tutta l'attenzione la sensibilità che ci servono per sopravvivere, il conforto che ci serve per non cadere, il calore che ci serve per stare bene.
Insomma mi chiedo se UPICUPDS esiste ancora o è solo un ricordo.
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